Nextcloud è una suite open source self-hosted che permette di creare un cloud privato per storage, sincronizzazione file e molto altro.

Per anni l’ho utilizzato sul mio server di casa principalmente per due motivi:

In pratica, il server manteneva sempre la versione più aggiornata dei file e la distribuiva agli altri dispositivi.

Il problema

Col tempo mi sono reso conto che, per questo specifico utilizzo, Nextcloud è overkill.

Oltre alla sincronizzazione file, include moltissime funzionalità (calendar, note, condivisioni, web UI, ecc.) che nel mio caso non utilizzo. Questo si traduce in:

La soluzione

Cercando un’alternativa più semplice, ho scoperto Syncthing.

Syncthing è un software open source che sincronizza file in modo peer-to-peer, senza bisogno di un server centrale o servizi terzi.

Ogni dispositivo comunica direttamente con gli altri e mantiene i file aggiornati in automatico.

Alcuni vantaggi:

Il setup è rapido e ben documentato nella guida ufficiale.

Serve ancora un server?

Sì, se vuoi replicare esattamente il comportamento che avevi con Nextcloud.

Syncthing è P2P: questo significa che i file vengono sincronizzati solo tra dispositivi online nello stesso momento.

Esempio:

Per risolvere questo problema, è sufficiente avere un terzo dispositivo sempre acceso (ad esempio un server):

In questo modo ottieni:

Limiti di Syncthing

Syncthing non è una sostituzione completa di Nextcloud.

Mancano alcune funzionalità:

Se ti servono queste cose, Nextcloud resta una scelta valida.