Ho spesso sentito dire che chi ama davvero leggere non può accontentarsi di un e-reader, ha bisogno della carta. In questo breve post voglio spiegare perché trovo questa idea sia limitata che completamente infondata.

Prima di tutto, definire l’uso di un e-reader come un “accontentarsi” non ha senso. A differenza di un libro fisico, un e-reader non limita ciò che puoi leggere. Anzi, può contenere migliaia di libri, mentre un libro cartaceo solo uno. Quindi dire che usare un e-reader significhi “accontentarsi” è semplicemente sbagliato.

Prima di confrontare e-reader e libri, però, bisogna chiarire cosa significa davvero “leggere”.

Leggere significa assorbire informazioni attraverso parole scritte. Nei secoli, le persone hanno scritto su vari supporti: pietra, argilla, pergamena, rotoli. Il libro, così come lo conosciamo, è relativamente recente ed è nato per comodità. Proprio per questo ha sostituito i supporti precedenti, e allo stesso modo gli e-reader sono destinati a sostituire i libri cartacei perché ancora più pratici. In sostanza, leggere significa elaborare informazioni scritte, indipendentemente dal supporto.

Detto questo, ecco un rapido confronto:

Caratteristica E-Reader Libro cartaceo
Portabilità Migliaia di libri in un unico dispositivo Un libro alla volta, molto più ingombrante
Batteria Dura settimane o mesi Non necessaria
Personalizzazione Dimensione font regolabile, utile per ADHD o problemi visivi Nessuna personalizzazione
Altri vantaggi Dizionario integrato, ricerca, evidenziazioni e note digitali Esperienza tattile, nessuna elettronica

Quindi perché alcuni preferiscono ancora la carta?

Preferire la carta è legittimo: l’esperienza tattile può piacere, e capita anche a me, soprattutto se devo leggere un solo libro. Ma questa è una preferenza, non ha nulla a che vedere con la lettura in sé. Scegliere la carta può avere senso per piacere personale, ma dire che sia “migliore” di un e-reader è semplicemente falso.